La fotografia da ormai troppi anni è sempre la stessa: code interminabili davanti al provveditorato, proteste, manifestazioni. Il popolo dei professori costretto ad andare a caccia ogni anno delle scuole disponibili, magari vicine a casa ma scuole, ecco. Non una dove crescere i propri studenti ma scampoli messi insieme qua e là magari in regioni grandi come il Lazio, la Lombardia o la Sicilia.
Elencando le nuove regole della scuola il m
inistro dell’istruzione Maria Stella Gelmini crede che nel giro di sei – sette anni si riusciranno ad assorbire i 220 mila insegnanti che affollano le graduatorie grazie a numerosi pensionamenti. In attesa il ministro ha assicurato che si occuperà anche delle 14 mila persone che quest’anno non avranno supplenze a causa dei tagli.
Dall’anno accademico 2011/2012 dovrebbero partire i nuovi corsi di laurea per i futuri professori. Numero chiuso: non deciso dalle università ma dalla reale esigenza di docenti con una deroga del 30 per cento per coprire eventuali abbandoni. Cinque anni di studio e un anno di tirocinio; potenziamento della lingua inglese e delle conoscenze informatiche: questa la formazione dei docenti di domani.
Intanto le prime novità già le stanno sperimentando i ragazzi tornati sui banchi di scuola in quasi tutta Italia.
Riduzione degli indirizzi sperimentali e potenziamento della lingua inglese. Sono stati introdotti due nuovi licei: musicale – coreutico e quello delle scienze umane. Gli Indirizzi sperimentali sono stati ridotti da 396 a 6: classico, scientifico, linguistico, artistico con 6 nuovi indirizzi, da arti figurative a scenografia, e le due nuove entrate (musicale e delle scienze umane).
ITIS: Istituti tecnici da 10 settori e 39 indirizzi a 2 settori (economico e tecnologico) e 11 indirizzi.
Professionali: da 5 settori e 27 indirizzi a 2 settori (dei servizi e industria – artigianato) e 6 indirizzi.
Per Potenziare lo studio delle lingue nei licei una materia del V° anno sarà insegnata in inglese e sarà obbligatorio l’insegnamento di una lingua straniera nei cinque anni ed eventualmente di una seconda lingua. Rilievo sarà dato anche alla storia contemporanea. Particolare attenzione al ‘900 spesso trascurato.
In sostanza per i licei si supera la riforma Gentile del 1923 mentre la riforma dei tecnici era attesa da oltre 80 anni.
Cala l’obbligo di assenza: occorrerà oltre il 50% delle lezioni per non essere bocciati; il limite è di 50 giorni.
Inoltre servirà la media del 9 (prima dell’8) per ottenere il punteggio massimo all’esame di maturità.
E’ ancora troppo presto per giudicare i risultati della riforma della scuola ma quello che ci si può augurare è che le nuove regole possano portare in futuro a voltare la pagina del precariato e a ridare dignità a tutti quei professori per anni a caccia di scuole, cattedre e alunni che non erano mai loro.
Si spera che si possa voler tornare a diventare un professore, un ruolo essenziale nella formazione della società e da troppo tempo calpestato da graduatorie e supplenze infinite.
