Italia, Gran Bretagna, Spagna, Austria, Giappone, Svizzera, Francia, Canada e Australia. Queste le mete in cui stamattina è sbarcato l’iPad, l’ultima grande creazione firmata Apple. Negli Stati Uniti ne sono stati venduti oltre un milione, e ora anche qui è iniziata la corsa all’acquisto.
IPad: più di un cellulare, meno di un computer. La Apple continua sul filone bello, possibile e imperfetto. Partiamo dal bello: ottimo design – come sempre del resto -, 9,7 pollici di schermo, 680 grammi di peso, 13 millimetri di spessore, praticamente ineccepibile.
Passiamo al possibile, al prezzo in sostanza: da 499 a 799 euro, certo non pochi ma nemmeno troppi. Necessariamente il prezzo deve essere medio alto perché se costasse troppo poco sarebbe un oggetto per tutti e dunque perderebbe valore; se costasse veramente troppo non lo comprerebbe quasi nessuno; se il suo prezzo è medio alto, invece, all’inizio lo comprano in pochi, ma quei pochi fanno pubblicità al prodotto, il prodotto regge il mercato e piano piano lo comprano in tanti, anzi quasi tutti.
Ultimo punto: imperfetto. Non si può negare che con l’iPad si possano fare tante cose: leggere un libro, sfogliare foto, connettersi a internet e migliaia di applicazioni sono già pronte ma qualche difetto purtroppo c’è. La tastiera sullo schermo è comoda ma non utilizzabile in tutte le posizioni, manca l’uso del formato video flash, non è multitasking, né dotato di webcam, inoltre sono disponibili – per il momento – solo mille libri in italiano. Ahimè.
Dobbiamo però anche ammettere che quest’anno era veramente difficile stupire il pubblico dopo la grande rivoluzione che ha portato l’iPhone e quindi bisogna riconoscere che Jobs e il suo team hanno fatto anche questa volta un buon lavoro.
